NEL MIO GIARDINO INCANTATO

 

Mostra personale di Danilo Martinis

 

 

Galleria Gagliardi San Gimignano dal 21 luglio al 12 agosto 2018

 

 

 

 

 

Danilo Martinis apre con la mostra personale “Nel mio giardino Incantato”, un nuovo ciclo pittorico, lasciandosi alle spalle lo stile geometrico/dinamico che lo ha accompagnato sino ad oggi per trovare una libertà di tratto e di costruzione pittorica.

 

In questa nuova fase, è come se Danilo Martinis senta l’urgenza di trasferire in pittura il vissuto arricchito di nuove realtà esistenziali: le donne svincolate da un immobilizzo forzato si liberano dalla gabbia geometrica, danzano finalmente libere e leggere. Le geometrie si rompono e le linee, prima nette, si aprono e lentamente si modificano in filo morbido e flessuoso per poi trasformarsi in steli, foglie e fiori e, magicamente, Martinis ce ne fa quasi sentire il profumo.

 

Martinis lascia i colori forti che lo hanno accompagnato negli ultimi anni, colori e linee che inevitabilmente irrigidivano i corpi seppur sinuosi delle donne rappresentate: al loro posto nuovi colori pastello, dentro grafiche leggere, in sintonia con una sua a nuova visione di un mondo lieve e delicato; adesso le sue donne, esseri soavi e gentili ma forti e fiere, danzano in solitudine, in un silenzio che ancora di più rafforza l’unione e l’empatia con la natura che le circonda.

 

Nelle sue ultime opere, Danilo Martinis, sviluppa il tema con simbologie e molteplici contaminazioni: il giardino, nel suo significato simbolico, ci riporta alla natura, mentre il giardino incantato ad un luogo incontaminato, ad una sorta di paradiso terrestre ove la natura rigogliosa corrisponde all’abbondanza, alla gioia, alla purezza; nella cultura orientale, il giardino rappresenta l’euritmia cosmica, il legame e l’equilibrio tra la natura e l’uomo attraverso cui raggiungere uno stato di serenità ed equilibrio interiore, infatti le tecniche di meditazione per rigenerare corpo, mente e spirito, spesso iniziano con l’immagine di un giardino interiore.

 

Lo spazio della tela come per magia diventa un palcoscenico dove figure femminili, di lontana ispirazione orientale, si muovono silenziose, affascinanti e seducenti ricordando le ombre cinesi; i fiori, simbolo della vita, si avviluppano ai corpi o ricoprono le vesti leggere; la grande Luna richiama le scenografie dei teatri lirici o le scenografie di rinascimentale memoria; le danzatrici si lasciano trasportare dalla natura che le circonda, dal mondo lirico e onirico in cui Martinis, con la sua profonda sensibilità, ci invita ad entrare in punta di piedi.

 

Ogni persona anela ad un proprio “giardino incantato” in cui rifugiarsi e scordare questo nostro mondo confuso e disorientato, deviato e deviante, un luogo di pace e serenità dove trovare, finalmente, la possibilità di riflettere.

 

Ed ecco che l’artista traduce per noi un sogno in immagine, un giardino dove leggerezza e serenità si palesano.

 

Il pittore, realizzatore di sogni, ci offre la delicatezza di un passo di danza, l’incanto di un giardino incantato dove armonia e poesia si incontrano, dove far riposare il cuore e la mente e sentirsi leggeri.

 

 

 

 

 

Isabella Del Guerra

 

 

 

Taci. Su le soglie

 

del bosco non odo

 

parole che dici

 

umane; ma odo

 

parole più nuove

 

che parlano gocciole e foglie

 

lontane. (…)

 

 

 

*tratto da “La pioggia nel pineto” di Gabriele D'Annunzio

 

(Pescara, 12 Marzo 1863 - Gardone Riviera 1 Marzo 1938)

 

 

 

Nel mio giardino incantato”

 

 

Isabella Del Guerra, 2018

 

 

 

 

 

 

 

 

IN MY ENCHANTED GARDEN

 

Solo exhibition by Danilo Martinis

 

Galleria Gagliardi San Gimignano from July 21st to August 12th 2018

 

 

Danilo Martinis opens, with a personal exhibition “In my enchanted garden”, a new pictorial cycle, leaving behind the geometric/dynamic style that has accompanied him until today to find a freedom of line and pictorial construction. In this new phase, it’s as if Danilo Martinis feels the urgency to transfer, into his paintings, his lived experience enriched with new existential realities: subjects are released from forced immobilization and are freed from the geometric cage, they dance finally free and light. The geometries are broken and the definite lines open and slowly change into soft and supple thread and then turn into stalks, leaves and flowers and, magically, Martinis makes us almost feel the scent.

 

Martinis leaves the strong colors that have accompanied him in recent years, colors and lines that inevitably stiffen the bodies, even if sinuous, of the women represented: in their place new pastel colors, in light graphics, in harmony with his new vision of a mild world and delicate; now her women, sweet and gentle but strong and proud, dance in solitude, in a silence that strengthens even more the union and the empathy with the nature that surrounds them.

 

In his latest works, Danilo Martinis, develops the theme with symbologies and multiple contaminations: the garden, in its symbolic meaning, brings us back to nature, whereas the enchanted garden to an uncontaminated place, to a sort of earthly paradise where the luxuriant nature corresponds to abundance, to joy, to purity; in oriental culture, the garden represents cosmic eurythmy, the bond and balance between nature and man through which to achieve a state of serenity and inner balance, in fact the techniques of meditation to regenerate body, mind and spirit, often they start with the image of an inner garden.

 

The canvas space magically becomes a stage where female figures, the far eastern inspiration, moving silently, fascinating and seductive remembering shadow puppets; flowers, the symbol of life, envelop the bodies or cover the light garments; the big Moon recalls the scenographies of the lyric theater or the scenographies of the Renaissance; the dancers let themselves be carried away by the nature that surrounds them, from the lyrical and dreamlike world in which Martinis, with his profound sensitivity, invites us to enter on tiptoe.

 

Everyone yearns for his own “enchanted garden” in which to escape and forget this confused and disoriented world, deviated and deviant, a place of peace and serenity where to finally find the possibility to think. And here the artist translates for us a dream in image, a garden where lightness and serenity are revealed. The painter, the creator of dreams, offers us the delicacy of a dance step, the enchantment of an enchanted garden where harmony and poetry meet. It is a place where you can rest your heart and mind and drop the weight of the world.

 

 

 

Isabella Del Guerra

 

 

 

Hush. On the threshold

 

of the forest I do not hear

 

words you call

 

human, but I hear

 

newer words

 

spoken by droplets and leaves

 

far away. (…)

 

 

 

*taken from “La Pioggia nel Pineto” by Gabriele d'Annunzio

 

(Pescara, March 12th, 1863 - Gardone Riviera, March 1st, 1938)

 

 

 

In my enchanted garden”

 

Isabella Del Guerra, 2018

 

 

 

 

 

Galleria Gagliardi - Arte Contemporanea - San Gimignano

Via San Giovanni 57, 53037 San Gimignano (SI)

Open 10,30a.m / 7,30 p.m.

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